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Neptunalia (23 luglio)

I Neptunalia, le feste in onore del dio Nettuno, si celebravano il 23 luglio, con l’arrivo dei giorni più caldi dell’Estate, che iniziano con l’apparire della costellazione del Cane, di cui Sirio, la sua stella più luminosa, era detta anche Canicula (piccolo cane); da ciò deriva il termine moderno “canicola”, che designa un periodo di caldo afoso e opprimente.

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Mosaico di Nettuno su quadriga, Museo Archeologico, Timgad

In questi giorni torridi, era più forte la necessità che il dio Nettuno intervenisse per garantire l’acqua necessaria alla vita. Nettuno era infatti, in origine, il signore delle acque dolci e delle fonti, e non del solo mare, che per i romani più antichi, che non erano un popolo marinaro, non rivestiva grande importanza; tuttavia, la sua area di competenza doveva essere abbastanza generica, per cui in seguito perse gran parte delle sue caratteristiche originali e venne assimilato a Poseidone, di cui assunse tutte le prerogative con l’espansione del potere di Roma sul mare, dopo la prima guerra punica.

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Mosaico di Nettuno, Museo del Bardo, Tunisi

I fedeli che si riunivano per i Neptunalia si riparavano dalla calura con capanne di frasche (casae frondeae) chiamate umbrae, in un boschetto nei pressi di Roma, dove si svolgevano giochi, festeggiamenti e libagioni in onore di Nettuno, a cui veniva anche sacrificato un toro. Il suo tempio, che Livio attesta già nel 207 (XXVIII, 11, 4), e che doveva aver sostituito un altare più antico, si trovava nel Campo Marzio, vicino al Tevere, tra il Palatino e l’Aventino.

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Trionfo di Nettuno, mosaico del II-III sec. d.C., Museo di Sousse, Tunisia

Le origini di Nettuno sono molto antiche, probabilmente indoeuropee; era venerato dagli Etruschi come Nethuns, come Nechtan dai Celti e Apām Napāt dagli indoiranici. Una tradizione italica gli attribuiva come spose due divinità acquatiche: Venilia (l’acqua che viene a riva) e Salacia (l’acqua di mare); dall’unione con quest’ultima, identificata con la nereide Anfitrite, sposa di Poseidone nella mitologia greca, nacque Tritone, per metà uomo e metà pesce.