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Nascita di Antinoo (27 novembre)

Antinoo, il giovane favorito di Adriano, era un greco della città di Claudiopoli, in Bitinia. Nacque il 27 novembre, intorno al 110 d.C.; conosciamo la data di nascita di Antinoo perché tale giorno era oggetto di celebrazione da parte del Collegio dei Culti di Diana e di Antinoo a Lanuvio ¹. Non sappiamo se fosse uno schiavo o un uomo libero; Adriano forse lo conobbe nel 123, in occasione della sua visita alla regione e se ne invaghì. Lo fece portare in Italia e, a partire dal 128, Antinoo seguì sempre Adriano nelle sue peregrinazioni. Oltre che per i viaggi, Adriano aveva una grande passione per la caccia; in sella a Boristene, il suo cavallo preferito, ogni volta che poteva l’imperatore dava la caccia a orsi, cinghiali e leoni, che abbatteva spesso con un solo colpo di lancia. Anche questo amore per la caccia accomunava Adriano ad Antinoo, che lo accompagnava volentieri nelle battute. Non sappiamo molto altro della vita del giovane amasio dell’imperatore, prima della sua tragica fine.

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Busti di Adriano e Antinoo, Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo, Roma

Nel 130, Adriano decise di intraprendere un viaggio lungo il Nilo partendo da Alessandria, per osservare le meraviglie dell’Egitto; del suo seguito in questo viaggio culturale, oltre ad Antinoo, facevano parte, tra gli altri, sua sorella Domizia Paolina, la sua sorellastra Matidia minore, Lucio Elio Vero (suo futuro successore designato), l’imperatrice Vibia Sabina, la poetessa greca Giulia Balbilla. Dopo aver dato il via a una ristrutturazione del Serapeum di Alessandria e aver offerto un sacrificio funebre a Pompeo, Adriano e il suo seguito iniziarono la risalita del Nilo.

Purtroppo, durante il viaggio, sul finire di ottobre (forse il 30), nei pressi di Besa, Antinoo cadde nelle acque del Nilo in circostanze oscure e vi annegò. Grande fu il dolore di Adriano, che si lasciò andare a scene di disperazione e pianse lacrime amare, destando anche un certo scandalo. Per onorarne la memoria, Adriano ordinò che, nel luogo della morte di Antinoo, venisse edificata una città che chiamò Antinoopolis, coniò numerose monete in Oriente con la sua effigie, istituì oracoli in suo nome a Claudiopoli e fondò un culto del divinizzato Antinoo, che ebbe una vasta diffusione in tutto l’impero. Inoltre, Adriano e il suo seguito osservarono in cielo la nascita di una stella, che identificarono con l’anima di Antinoo ascesa in cielo ². La stella di Antinoo venne localizzata vicino alla costellazione dell’Aquila ³, l’uccello che per ordine di Zeus aveva rapito il suo amato Ganimede.

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Busto di Antinoo, British Museum, Londra

Sulla misteriosa morte di Antinoo, ovviamente iniziarono a circolare molte voci diverse. La versione ufficiale, che Adriano riportava nella sua perduta autobiografia, narra che Antinoo fosse caduto accidentalmente nel Nilo. Ovviamente, iniziarono subito a circolare ipotesi alternative; alcuni asserivano invece che Antinoo fosse stato ucciso per ordine dell’imperatore, ma per quale motivo? Adriano lo amava, come testimoniato dal suo dolore e dall’adorazione con cui onorò la sua memoria.
Resta una terza ipotesi, riportata da Cassio Dione e Aurelio Vittore: Antinoo si sarebbe ucciso per prolungare la vita di Adriano. Il 30 ottobre del 130 Adriano era infatti nel suo cinquantacinquesimo anno di vita. Era stato iniziato all’astrologia dal prozio materno Elio  Adriano ed era egli stesso un astrologo.

Conosciamo, perché trasmessoci da Efestione di Tebe, l’oroscopo che l’astrologo Antigono di Nicea gli fece sulla base della data di nascita dell’imperatore (24 gennaio 76), in occasione del suo quarantesimo compleanno, il 24 gennaio del 116. Oltre a una luminosa carriera, in questo oroscopo gli venivano predetti cinquantasei anni di vita, con un possibile prolungamento di altri sei. Forse Adriano si volle garantire quel prolungamento attraverso pratiche magiche che richiedevano il sacrificio di qualcun altro che morisse al suo posto. Come scrive Aurelio Vittore: “i maghi avevano chiesto un volontario che morisse al posto di Adriano e siccome tutti si rifiutarono, si dice che Antinoo si offrì” ⁴.

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Busto di Antinoo, Museo del Prado, Madrid

Per riconoscenza, conclude Aurelio Vittore, Adriano avrebbe quindi reso ad Antinoo tutti gli onori prima menzionati. Anche Cassio Dione, dopo aver menzionato la versione dell’incidente fornita da Adriano nella sua autobiografia, scrisse che Antinoo era “stato immolato in sacrificio. Infatti Adriano era sempre molto superstizioso e ricorreva a indovini e arti magiche d’ogni genere. Così dunque onorò Antinoo, o perché lo aveva amato, o perché questi era andato volontariamente incontro alla morte; infatti Adriano aveva bisogno di un’anima che si sacrificasse volontariamente“ ⁵. Tra l’altro, un papiro egizio, appartenente al corpus dei “papiri magici”, cita il nome di un certo Pacrate, un mago di Eliopoli che avrebbe formulato per Adriano una profezia che assicurava la vita e la salute dell’imperatore solo attraverso il volontario sacrificio di un uomo.

Comunque sia, Adriano morì il 10 luglio 138 ed ebbe il prolungamento che desiderava, essendo vissuto effettivamente sessantadue anni, cinque mesi e diciassette giorni. Non sapremo mai come si svolsero effettivamente i fatti, ma rimane la testimonianza dell’amore di Adriano per Antinoo nel centinaio di ritratti che ci sono pervenuti e che lo raffigurano, di volta in volta, con gli attributi di divinità come Ermes, Osiride, Dioniso, Apollo e altri. Ritratti talmente numerosi, da essere inferiori, nel numero di quelli giunti fino a noi, solo a quelli di Augusto e dello stesso Adriano.

NOTE

¹ Iscrizione del Collegio di Diana e Antinoo (CIL XIX, 2112)

² Cassio Dione (Storia Romana LXIX, 11, 4)

³ Firmico Materno (Mathesis, 29, 13)

⁴ Aurelio Vittore (Liber de Caesaribus XIV, 6-12)

⁵ Cassio Dione (Storia Romana LXIX, 11, 2-3)

Dies natalis imperii di Adriano (11 agosto 117 d.C.)

L’11 Agosto del 117 Publio Elio Traiano Adriano viene proclamato imperatore dalle legioni ad Antiochia, all’età di quarant’anni.

Traiano era morto a Selinus, in Cilicia, tra il 7 e l’8 agosto del 117. Pochi giorni prima, sul letto di morte, aveva formalmente adottato Adriano, anche se non mancarono persone che misero in dubbio l’effettiva esistenza di questa adozione, come lo storico Dione Cassio, che attribuisce la decisione non a Traiano, ma a sua moglie Plotina, che aveva un debole per Adriano. Traiano era stato parente, tutore e amico di Adriano, ne aveva approvato il suo matrimonio con sua nipote Sabina e lo aveva scelto come suo Legato in Siria per muovere guerra ai Parti, ma sui documenti di adozione non c’era la sua firma: c’era quella di Plotina.

Bust of Hadrian,  117-138 AD. Publius Aelius Hadrianus Augustus.
Busto di Adriano, Musei Capitolini,  Roma

Comunque siano andate le cose, la morte di Traiano fu tenuta nascosta per alcuni giorni, necessari a preparare il diploma di adozione e inviarlo ad Adriano, che il 9 agosto lo ricevette ad Antiochia, dove si trovava in qualità di Legato della Siria. Fu solo l’11 agosto che il decesso di Traiano fu reso pubblico ed Adriano fu acclamato imperatore dalle legioni ad Antiochia, che egli ricompensò con una doppia elargizione. Cassio Dione (Storia Romana, LXIX, 2, 1) narra che pochi giorni prima ad Adriano era parso “di vedere in sogno che un fuoco cadesse dal cielo, per quanto limpido e sereno, sulla spalla sinistra e che passasse su quella destra, senza spaventarlo o danneggiarlo“. Fu lo stesso Adriano a stabilire che l’11 agosto, giorno in cui ricevette la notizia della morte di Traiano, dovesse essere solennizzato come anniversario della sua ascesa al trono (dies natalis imperii).

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Contemporaneamente, Adriano inviò una lettera al Senato, scusandosi di aver assunto il potere con la sola proclamazione dell’esercito, per non lasciare l’impero senza capo, e chiese la ratifica della sua elezione. Sempre per lettera, giurava che non avrebbe mai fatto nulla al di fuori del pubblico interesse e che non avrebbe fatto uccidere alcun senatore, invocando la maledizione su di sé, se avesse violato una qualsiasi di quelle promesse.

Dopo aver assistito da Selinus alla partenza delle ceneri di Traiano alla volta di Roma, accompagnate da Plotina, da Matidia e da Attiano, Adriano tornò ad Antiochia dove rimase ancora parecchi mesi per dare un assetto definitivo all’Oriente. Solo il 9 luglio del 118 Adriano raggiungerà Roma – dopo aver affidato il governo della Siria a Catilio Severo –  per farsi incoronare ufficialmente dal Senato.

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Statua di Adriano con corona civica, proveniente da Perga, Museo di Antalya

Per quanto riguarda le promesse fatte al Senato, solo pochi mesi dopo, in seguito a una congiura, Avidio Nigrino, Cornelio Palma, Publilio Celso e Lusio Quieto, quattro consolari di rango elevato, furono fatti eliminare, ma Adriano giurò di non aver ordinato la loro uccisione e scaricò la colpa sul prefetto del pretorio Attiano.

Morte di Traiano: 7 – 8 agosto 117 d.C.

Tra il 7 e l’8 Agosto del 117 d.C. l’optimus princeps Marco Ulpio Nerva Traiano moriva a Selinunte di Cilicia, dopo aver regnato diciannove anni, sei mesi e quindici giorni. Durante il suo regno, l’Impero Romano raggiunse la sua massima estensione territoriale. Traiano era nato il 18 settembre del 53 a Italica, nella penisola iberica.

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Busto di Traiano, Museo del Louvre, Parigi

Aveva sessantuno anni quando nel 113 ebbe inizio la campagna contro i Parti, che inizialmente fu un successo. Traiano sottomise l’Armenia, conquistò Ctesifonte, la capitale dei Parti ed impose loro Partamaspate come re. Da emulo di Alessandro Magno, si spinse fino al Golfo Persico, alla confluenza tra il Tigri e l’Eufrate e si dice che un giorno, osservando una barca che navigava all’orizzonte, abbia detto: “Sarei certamente arrivato anche presso gli Indiani, se fossi ancora giovane“. Si trattava però di conquiste territoriali impossibili da mantenere; ben presto scoppiarono sanguinose rivolte tra i Parti e gli Ebrei nelle zone sotto il controllo romano.

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Busto di Traiano, Gliptoteca di Monaco

Resosi conto che la situazione poteva tramutarsi in una disfatta, Traiano decise di tornare a Roma, accompagnato da prefetto del pretorio Attiano, dalla moglie Plotina e dalla nipote Matidia. Fu costretto a lasciare con l’esercito, come legato in Siria, il pupillo di Plotina Publio Elio Adriano, ma si ammalò gravemente mentre si dirigeva in asia Minore, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto del 117. Infine, ebbe un colpo apoplettico che lo lasciò parzialmente paralizzato. Tra il 4 e il 5 agosto, con una lettera inviata al Senato, Plotina rese noto che sul letto di morte Traiano aveva adottato Adriano, sebbene ci fu chi mise in dubbio che l’avesse fatto davvero. Infatti, la lettera inviata al Senato con cui si notificava l’adozione di Adriano non era firmata da Traiano ma da Plotina stessa.

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Busto di Sabina, moglie di Adriano e nipote di Traiano, Museo del Prado, Madrid

Di certo Adriano considerò da quel momento Plotina come sua madre, a dimostrazione che le doveva tutto. Plotina aveva anni prima orchestrato il matrimonio tra Adriano e Vibia Sabina, figlia di Matidia, inserendo di fatto Adriano nella famiglia imperiale e ponendo le basi della sua successione. Traiano non aveva evidentemente ancora lasciato disposizioni sulla sua successione e, quando la malattia lo invalidò, impedendogli di decidere, l’intervento di Plotina in favore di Adriano risolse una situazione di stallo che poteva essere pericolosa per l’impero.

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Busto di Plotina, moglie di Traiano, Musei Vaticani, Roma

Traiano morì probabilmente tra il 7 e l’8 agosto del 117 a Selinunte, in Cilicia. La sua morte non fu resa nota da Plotina finché Adriano, che si trovava ad Antiochia come governatore della Siria, non fu informato il 9 agosto dell’adozione e presentato ai soldati, che lo acclamarono l’11 agosto del 117. Alla fine di agosto, i resti di Traiano arrivarono a Roma via mare, accompagnati da Plotina, Matidia e Attiano, e l’urna che li conteneva fu posta nella base della colonna Traiana.

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Busto di Salonina Matidia, nipote di Traiano, Museo del Louvre, Parigi

Il Senato, su proposta di Adriano, decretò a Traiano gli onori divini. Adriano, infine, rifiutò il trionfo che il Senato gli aveva decretato, e sul carro trionfale fece trasportare l’immagine di Traiano, che venne così onorato dopo la morte per le sue recenti conquiste. Da allora in poi, ogni nuovo imperatore dopo di lui venne salutato dal Senato con la formula: “possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano” (Felicior Augusto, melior Traiano).

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