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Nascita di Adriano (24 gennaio 76 d.C.)

Publio Elio Adriano nacque il 24 gennaio del 76 d.C. a Roma ¹, nella casa materna sull’Aventino, dove ebbe come nutrice una schiava di nome Germana. Era figlio del senatore Publio Elio Adriano Afro, nativo di Italica, nei pressi dell’attuale Siviglia, e di Domizia Paolina, di Gades (l’odierna Cadice). La famiglia di Adriano, gli Aelii, era originaria di Hatria (Atri), nel Piceno, da dove nel 206 a.C., all’epoca degli Scipioni, si era trasferita in Hispania Baetica. Suo padre morì nell’86 e, da quel momento, ebbe come tutori il suo parente e futuro imperatore Ulpio Traiano e Publio Acilio Attiano, entrambi provenienti da Italica.

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Busto di Adriano da giovane, Museo Nazionale del Prado, Madrid

Il giovane Adriano aveva una memoria prodigiosa ed era uno studente particolarmente versato nelle materie artistiche; ebbe come insegnante il grammatico Quinto Terenzio Scauro, commentatore di Virgilio e Orazio, ma si appassionò ben presto alla letteratura greca, per cui venne soprannominato “Greculo” (graeculus) dai coetanei ²; inoltre, amava dipingere, scolpire in marmo e bronzo, cantare e suonare la cetra, uno strumento simile alla lira. Dopo aver rivestito la toga virile, Adriano si fece crescere la barba, ad imitazione dei greci e forse anche per coprire una cicatrice che gli deturpava il volto sin dalla nascita ³.

Nel 90, il giovane Adriano si recò ad Italica per visitare le proprietà familiari e lì conobbe Elio Adriano, il fratello del nonno che, da esperto astrologo, gli predisse che sarebbe divenuto principe e lo introdusse allo studio degli oroscopi e dell’astrologia, che furono sempre tenuti in gran conto dal futuro imperatore. In Spagna, Adriano si appassionò smodatamente anche alle battute di caccia, un’occupazione che il suo tutore Traiano riteneva biasimevole, per cui lo richiamò a Roma e lo accolse come un figlio nella sua casa sull’Aventino. La caccia, in particolare ai leoni e agli orsi, insieme alla cultura, fu una delle passioni che lo accompagnò per tutta la vita.

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Ritratto di Adriano da giovane, Museum of Art and Archaeology, University of Missouri

Nel 93 Adriano iniziò a rivestire incarichi pubblici: fu nominato prima nel collegio dei decemviri litibus iudicandis (un tribunale che giudicava su vertenze giudiziarie in materia civile), poi divenne praefectus feriarum Latinarum, un magistrato che sostituiva i consoli quando erano fuori Roma e infine sevir turmae equitum, cioè uno dei sei capisquadra della parata annuale che la classe equestre romana (gli equites) teneva il 15 luglio, chiamata Transvectio Equitum.

Come tutti i giovani appartenenti all’aristocrazia, iniziò la carriera militare nel 94 come tribunus militum nella legione II Adiutrix stanziata sul Danubio, ad Aquincum (l’odierna Budapest), in Pannonia e poi, nella legione V Macedonica, stabilita a Oescus, in Moesia. Adriano si trovava proprio in Moesia, quando giunse la notizia della morte di Domiziano, avvenuta il 18 settembre del 96, e della proclamazione di Nerva, e si recò personalmente a congratularsi con Traiano, che si trovava in Germania, a Mogontiacum, quando si seppe della sua adozione da parte di Nerva. Adriano restò a Mogontiacum come tribuno militare della legione XXII Primigenia, al comando di Giulio Urso Serviano, il marito di sua sorella Paolina, e si diede da fare per essere il primo a dare a Traiano la notizia della morte di Nerva, il 27 gennaio del 98, e quindi della sua ascesa al trono.

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Ritratto di Adriano, British Museum, Londra

Nonostante il cognato Serviano avesse cercato di metterlo in cattiva luce, riferendo a Traiano della sua eccessiva prodigalità e dei debiti che aveva contratto, Adriano riuscì comunque a conquistare il favore del nuovo imperatore, ed ebbe sempre grande sostegno dalle donne della famiglia di Traiano, Marciana, Matidia e Plotina, che ne ammiravano l’ingegno e la cultura. Soprattutto Plotina, la moglie di Traiano, sarebbe stata in seguito decisiva nella scalata al potere di Adriano.

NOTE

¹ Historia Augusta (Adriano, 1, 3)

² Historia Augusta (Adriano, 1, 5)

³ Historia Augusta (Adriano, 26, 1)

Un busto di Adriano recuperato in Spagna

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La Guardia Civile spagnola ha recuperato un busto dell’imperatore Adriano (76 – 138 d.C.) risalente al periodo successivo al 117 d.C., subito dopo la sua ascesa al trono. Il busto, di 75 centimetri di altezza e 70 di larghezza, di grande valore archeologico, storico e culturale, e in buono stato di conservazione, era stato trafugato da un’area archeologica nei dintorni di Siviglia. I trafficanti stavano cercando di vendere il reperto per la cifra di mezzo milione di euro.

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L’operazione della Guardia civile, denominata “Bustiano”, era iniziata al principio dell’anno, quando gli investigatori avevano avuto notizia che qualcuno stava cercando di vendere un busto dell’imperatore. Identificato l’intermediario che stava offrendo il reperto ai possibili acquirenti, è stato possibile risalire alla famiglia che deteneva illegalmente il prezioso reperto. Dopo una perquisizione, il busto è stato ritrovato sepolto all’interno di un magazzino di un’azienda agricola a Écija, occultato sotto pochi centimetri di terra.

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Il busto appena disotterrato dal suo nascondiglio

L’8 luglio la Guardia Civile ha trasferito il busto al Museo Archeologico di Siviglia, dove è attualmente custodito per essere studiato dalla comunità scientifica ed esposto al pubblico dopo il necessario restauro. Gli investigatori stanno cercando ora di risalire all’ubicazione precisa del luogo da dove il busto di Adriano è stato trafugato, che potrebbe nascondere ancora reperti di grande valore.

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Adriano nacque il 24 gennaio del 76 d.C., forse a Roma, anche se la sua famiglia era di origine spagnola. Suo padre Elio Adriano Afro era nativo di Italica, sul fiume Betis, ma, in quanto senatore, si era dovuto trasferire a Roma; sua madre Domizia Paolina proveniva da Gades, l’odierna Cadice. Questo fortunato ritrovamento va ad aumentare il numero di ritratti di Adriano giunti fino a noi, di cui al momento sono noti oltre 150 esemplari.

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Il busto dell’imperatore Adriano sarà custodito e restaurato dal Museo Archeologico di Siviglia, che è stato incaricato della pulizia manuale del fango e delle terre aderenti, in attesa di un intervento esaustivo da parte dei restauratori archeologici, che si concentrerà su una pulizia meccanica superficiale e sull’eliminazione delle concrezioni mediante pulizia chimica in un ambiente umido. Una volta terminato questo processo, il busto sarà esposto al pubblico.