Morte di Caligola (24 gennaio 41 d.C.)

Il 24 gennaio del 41 d.C. Gaio Giulio Cesare Germanico, meglio noto come Caligola, figlio di Germanico e di Agrippina Maggiore e nipote di Augusto, veniva assassinato a Roma da due tribuni della guardia pretoriana. Era nato il 31 agosto del 12 d.C.

Dopo una strage di cittadini che si erano riuniti in massa nel Circo Massimo per protestare contro le esose misure fiscali stabilite da Gaio e fatti massacrare dai soldati per ordine del principe, molti si resero conto che non si potevano tollerare oltre le sue follie, anche perché il rischio di divenire vittime dei suoi capricci era elevato. Si organizzò quindi una congiura, capeggiata da due tribuni della guardia pretoriana, Cassio Cherea e Cornelio Sabino, a cui aderirono il liberto Callisto e il prefetto del pretorio Arrecino Clemente ¹.

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Busto di Caligola, Metropolitan Museum of Arts, New York

Pare che molti collaboratori di Caligola, oltre a senatori e cavalieri, fossero a conoscenza di ciò che si stava tramando ma non denunciarono nulla, evidentemente preoccupati per il comportamento sempre più sfrenato del principe.

Callisto era un liberto di Gaio, grazie al quale aveva accumulato enormi ricchezze e potere; tuttavia, ben conoscendo il suo temperamento, sapeva che proprio quelle ricchezze rischiavano di attirare l’interesse del principe e di farne la sua prossima vittima. Iniziò quindi ad accattivarsi le simpatie di Claudio, zio di Caligola e fratello del defunto Germanico, con la speranza che in caso di morte del principe, l’impero passasse a lui e il suo potere restasse inalterato ².

Cassio Cherea era invece un anziano e fedele soldato che aveva finito col nutrire un profondo rancore personale nei confronti del principe; infatti, Caligola, che lo utilizzava spesso per gli incarichi più atroci, come torturare i testimoni o eliminare gli oppositori, lo accusava però di mollezza ed effeminatezza e, ogni volta che il tribuno entrava in servizio, per deriderlo gli consegnava parole d’ordine come “Desiderio“, “Venere“, “Priapo” e simili ³, oppure, gli porgeva da baciare la mano atteggiandola in un gesto osceno ⁴. Ovviamente, quando Cherea doveva passare la parola d’ordine agli altri tribuni o ai sottoposti, diveniva ogni volta oggetto di scherno e di risate.

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Busto di Caligola, Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo

Oscuri presagi aleggiavano nel frattempo sul futuro di Caligola. Pare che tempo prima un oracolo lo avesse avvisato di guardarsi da un certo Cassio e, per questo, il principe fece uccidere Gaio Cassio Longino, discendente del cesaricida, che era proconsole in Asia, dimenticando che anche Cherea si chiamava Cassio. Inoltre, alla vigilia della sua morte, sognò di trovarsi in cielo vicino al trono di Giove e che il dio, con una spinta dell’alluce del piede destro, lo avrebbe fatto precipitare sulla terra ⁵.

L’azione ebbe luogo mentre erano in corso l’ultimo giorno dei festeggiamenti per i Ludi Palatini, istituiti da Livia dopo la morte di Augusto. Durante i banchetti, Caligola mangiava e beveva con gli altri commensali e, come spesso accadeva, Quinto Pomponio Secondo, che era anche console, per adulare il principe sedeva ai suoi piedi e si chinava per baciarli. Cherea e Sabino assistettero all’umiliante spettacolo per cinque giorni ma, quando Caligola annunciò altri tre giorni di festa, perché voleva esibirsi di persona nella danza e interpretare una tragedia, decisero che non si poteva attendere oltre. Caligola aveva infatti anche deciso di partire al più presto per Alessandria, per visitare l’Egitto, privando così i congiurati della possibilità di agire.

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Busto in bronzo di Caligola, Metropolitan Museum of Arts, New York

Quel giorno, il 24 gennaio, Caligola aveva assistito in teatro ad una tragedia intitolata Cinira. I congiurati rinunciarono all’idea di aggredire Caligola nel teatro, per evitare una strage tra i senatori e i cavalieri presenti; attesero quindi che il principe uscisse dal teatro per recarsi nel Palazzo, preceduto da suo zio Claudio, Marco Vinicio e Valerio Asiatico, che però proseguirono senza indugi per la loro strada; invece Caligola, mentre attraversava una galleria, si fermò ad assistere alle prove dello spettacolo in cui dei fanciulli dell’alta nobiltà, che aveva fatto appositamente giungere dalla Grecia e dalla Ionia, dovevano cantare un inno composto in suo onore. Vi sono due versioni diverse di ciò che allora accadde. Alcuni affermano che mentre Caligola stava parlando coi ragazzi, Cherea lo colpì alla nuca con un colpo di taglio della spada e quindi il tribuno Cornelio Sabino, l’altro congiurato, lo trafisse al petto. Secondo altri, Sabino, dopo aver fatto allontanare la folla da alcuni centurioni al corrente della congiura, aveva chiesto a Caligola la parola d’ordine e quando il principe aveva risposto “Giove“, Cherea, lo aveva colpito violentemente alla mascella mentre si voltava; stramazzato al suolo, con le membra contratte e mentre continuava a gridare, gli altri congiurati lo finirono con trenta coltellate e infierirono sul cadavere, arrivando anche ad assaggiarne le carni ⁶. Al primo rumore, i portatori della sua lettiga accorsero in aiuto armati di bastoni; lo stesso fecero anche i germani, che costituivano la guardia del corpo personale dell’imperatore; essi trovarono per primi il cadavere del principe e si lanciarono nel Palazzo alla ricerca degli assassini. Uccisero così alcuni degli attentatori e anche dei senatori assolutamente estranei al fatto, tra cui Asprena, Norbano Balbo e Anteio ⁷.

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Ritratto di Caligola, Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen

Subito dopo, Cherea inviò il tribuno Giulio Lupo, un parente di Clemente, a uccidere la moglie e la figlia di Caligola. Lupo trovò Cesonia in lacrime accanto al cadavere del marito, lorda del suo sangue e con la figlioletta ai suoi piedi. La uccise con un colpo di spada mentre un altro soldato, afferrata la loro figlia Drusilla, le sfracellò la testa contro un muro ⁸.

Nel frattempo, l’annuncio ufficiale della morte di Caligola placò infine la furia dei Germani, privi ormai del loro principe, mentre il popolo si radunava nel Foro, chiedendo la punizione dei responsabili dell’assassinio.

Erode Agrippa, re di Giudea e amico di Caligola, che si trovava in visita a Roma in quei giorni, ne fece trasportare di nascosto il cadavere nei Giardini Lamiani, sull’Esquilino, dove fu posto sopra un rogo improvvisato e poi sepolto parzialmente carbonizzato, sotto un leggero strato di terra. Le sorelle di Caligola, Agrippina e Giulia Livilla, quando tornarono dall’esilio a cui erano state condannate dal fratello, ne fecero esumare e cremare il corpo e poi gli resero le onoranze funebri, facendone porre le ceneri in una tomba, forse nel Mausoleo di Augusto. Prima che ciò avvenisse, i guardiani di quei giardini si lamentarono per la presenza di spettri, che attribuirono alla sepoltura temporanea di Caligola in quel luogo, e la parte del Palazzo dove era stato ucciso fu infestata ogni notte fino a quando essa rimase distrutta da un incendio ⁹.

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Ritratto di Caligola, Museo Archeologico dei Campi Flegrei, Baia

Dopo la proclamazione di Claudio, che avvenne il giorno dopo l’assassinio di Gaio, Cassio Cherea, Giulio Lupo, i tribuni e i centurioni che avevano partecipato all’assassinio vennero messi a morte, perché colpevoli comunque di aver attentato alla vita di un principe; Cornelio Sabino fu invece assolto da Claudio, ma si suicidò, vergognandosi di sopravvivere ai suoi compagni congiurati ¹⁰.

Caligola morì dopo solo tre anni, dieci mesi e otto giorni di regno; proprio lui che negli ultimi tempi della sua vita aveva iniziato a farsi adorare come una divinità, secondo lo sprezzante giudizio dello storico Dione Cassio, “imparò dall’esperienza dei fatti di non essere un dio” ¹¹. Le sue statue e le sue immagini vennero abbattute anche se, formalmente, Claudio non permise che venisse formulata la damnatio memoriae nei confronti del defunto nipote.

NOTE

¹ Dione Cassio (Storia Romana, LIX, 29, 1)

² Giuseppe Flavio (Antichità Giudaiche, XIX, 64-66)

³ Dione Cassio (Storia Romana, LIX, 29, 2); Svetonio (Caligola, 56); Giuseppe Flavio (Antichità Giudaiche, XIX, 29)

⁴ Svetonio (Caligola, 56)

⁵ Svetonio (Caligola, 57)

⁶ Dione Cassio (Storia Romana, LIX, 29, 7)

⁷ Giuseppe Flavio (Antichità Giudaiche, XIX, 122-126)

⁸ Svetonio (Caligola, 59)

⁹ Svetonio (Caligola, 59)

¹⁰ Giuseppe Flavio (Antichità Giudaiche, XIX, 269-273)

¹¹ Dione Cassio (Storia Romana, LIX, 30, 1)

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