Morte di Teodosio I (17 gennaio 395)

Il 17 gennaio del 395 d.C., durante il consolato di Olibrio e Probino, Flavio Teodosio I, detto il Grande, moriva a Milano, per un improvviso aggravarsi della malattia di cui soffriva, l’idropisia. Aveva solo quarantasette anni e sarebbe stato l’ultimo sovrano a regnare su un impero romano unificato.

Dopo la vittoriosa battaglia del Frigido, del 6 settembre 394, in cui sconfisse l’esercito dell’usurpatore Eugenio, Teodosio si recò a Milano, preceduto dal vescovo Ambrogio, col quale spesso in passato i rapporti erano stati burrascosi. A Milano, Teodosio iniziò a lavorare al progetto di riorganizzazione dell’impero, che intendeva suddividere tra i due figli avuti dalla prima moglie Elia Flaccilla: Arcadio, Augusto d’Oriente, e Onorio, Augusto d’Occidente.

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Ritratti di Arcadio (Museo Archeologico di Istanbul) e Onorio (Musei Capitolini)

Per questo motivo, e forse perché sentiva arrivare vicina la fine, fece venire a Milano Onorio, che aveva solo dieci anni, di cui affidò la tutela al magister utriusque militiae Flavio Stilicone, il comandante dell’esercito di origini vandale sposato con Serena, la figlia adottiva dell’imperatore. Il diciottenne Arcadio era invece rimasto a Costantinopoli, affidato alla guida di Flavio Rufino, il potente prefetto del pretorio originario dell’Aquitania, in un Oriente minacciato dalle frequenti incursioni degli Unni.

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Dittico rappresentante Stilicone, sua moglie Serena e il figlio Eucherio, Museo del Duomo, Monza

Per festeggiare l’arrivo di Onorio a Milano, Teodosio, in un momento di sollievo dalla malattia che già lo affliggeva, indisse delle corse dei carri nel Circo. Era il 17 gennaio del 395 e Teodosio, col figlio e tutta la corte imperiale, assistette alle corse delle bighe che si svolsero di mattina ma, dopo pranzo, iniziò ad accusare un grave malessere. Non essendo più nelle condizioni di presenziare alle corse pomeridiane, incaricò Onorio di continuare ad assistervi senza di lui ¹. Durante la notte, morì serenamente, col conforto spirituale del vescovo Ambrogio, il quale riferì che l’ultima parola pronunciata da Teodosio prima di spirare era stata “dilexi“, cioè “ho amato“. Era nato l’11 gennaio del 347 a Cauca, nella Callecia Iberica (l’odierna Galizia), ed era stato incoronato imperatore a Sirmium il 19 gennaio del 379.

Il 25 febbraio del 395, in una chiesa di Milano, il vescovo Ambrogio pronunciò l’orazione funebre per il defunto imperatore, alla presenza di Onorio e di Stilicone. Il corpo di Teodosio venne imbalsamato e portato a Costantinopoli, dove giunse l’8 novembre del 395, per essere sepolto nella Chiesa dei Santi Apostoli ², il luogo di sepoltura degli imperatori d’Oriente.

NOTE

¹ Socrate (Storia Ecclesiastica, V, 26, 3-4)

² Zosimo (Storia Nuova, IV, 59, 4)

1 commento su “Morte di Teodosio I (17 gennaio 395)”

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