Una disavventura di Vespasiano

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Busto di Vespasiano, Musei Capitolini, Roma

Flavio Vespasiano nacque nella Sabina nel 9 d.C., da una famiglia di umili origini. Suo padre Flavio Sabino, era un esattore delle tasse di rango equestre; solo un fratello di sua madre Vespasia Polla era riuscito ad entrare in senato. Vespasiano venne allevato in campagna dalla nonna paterna, ed era una persona semplice e schietta, di gusti decisamente popolari. Il suo carattere umile ne favorì la carriera militare durante i regni di Caligola e Claudio. Vespasiano si distinse infatti nell’invasione della Britannia (43-44), rivestì il consolato nel 51 e ottenne il proconsolato d’Africa nel 63. Tuttavia, nel corso del principato di Nerone, la sua scarsa attitudine alle raffinatezze di corte gli procurò un divertente ma pericoloso incidente diplomatico, che rischiò di concludere anzitempo la sua carriera e del quale ci informa Svetonio (Vita di Vespasiano, 4). Nel 66 Nerone intraprese un viaggio fra le isole della sua amata Grecia, a bordo di una lussuosa galea, durante il quale era solito intrattenere gli ospiti con prestazioni artistiche di vario genere, e Vespasiano ebbe la sventura di fare parte del seguito dell’imperatore in Acaia; evidentemente un uomo d’azione come lui non era troppo interessato alle raffinate esibizioni artistiche di Nerone; infatti “mentre l’imperatore cantava, Vespasiano si allontanava troppo spesso o, se rimaneva ad ascoltare, si addormentava. Nerone, pertanto, grandemente offeso, gli aveva vietato di farsi vedere nel palazzo imperiale o nelle pubbliche udienze. Per questo motivo si ritirò in una vicina cittadina, fino a quando non gli venne offerto il governo provinciale ed il suo comando militare “. Fu così che, dopo un periodo di salutare allontanamento dalla vista del permaloso imperatore, nel febbraio del 67, Vespasiano rientrò nelle grazie di Nerone e venne inviato in Giudea come comandante delle truppe incaricate di reprimere la rivolta degli Ebrei, che stava assumendo proporzioni preoccupanti. I successi rapidamente conseguiti gli fornirono poi la spinta che l’avrebbe portato ad essere proclamato a sua volta imperatore il 1° luglio del 69.

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