Il mosaico di Orione a Pompei

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È stata finalmente resa nota un’immagine intera del mosaico recentemente scoperto durante gli scavi a Pompei, nella Regio V, all’interno della Casa di Giove. Quello che all’inizio era stato descritto come un mosaico di “grande qualità artistica e con raffigurazioni straordinarie, prive, finora, di precisi confronti e che, a un primo esame, sembrano riferirsi a miti poco rappresentati, probabilmente di carattere astrologico”, sembra ora aver svelato il suo segreto.

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Si tratterebbe infatti di un “catasterismo”, cioè della collocazione di un dio o di un eroe tra le stelle, sotto forma di costellazione. Nel caso specifico, tutto lascerebbe supporre che si tratti di Orione.
Orione era un gigantesco e bellissimo cacciatore, per alcuni figlio di Poseidone ed Euriale, per altri del re Irieo e di Enopione. Durante la sua movimentata vita venne anche accecato per vendetta ma riacquistò la vista grazie all’intervento di Elios, il sole. Molteplici sono i miti che narrano della morte di Orione, alcuni dei quali, come raffigurato nel mosaico in questione, coinvolgono uno scorpione. In uno di questi, Orione finì per attirare le attenzioni e l’amore di Artemide, cui l’accomunava la passione per la caccia. Purtroppo Apollo, geloso di sua sorella Artemide, indusse la Madre Terra a scatenare un terribile scorpione contro Orione. Orione non riuscì a difendersi dall’invulnerabile scorpione né con le frecce, né con la spada, e fu infine costretto a gettarsi in mare per dirigersi a nuoto verso l’isola Ortigia, dove sperava di ottenere protezione. Tuttavia Apollo non aveva ancora concluso la sua trama; convinse con l’inganno Artemide a scagliare una delle sue infallibili frecce verso il bersaglio che si avvicinava nuotando verso l’isola a lui sacra. Artemide centrò in pieno la testa dello sventurato Orione, salvo poi disperarsi quando riconobbe il suo amato cacciatore. Asclepio, figlio di Apollo, che aveva acconsentito a ridonare la vita ad Orione su richiesta di Artemide, non poté completare l’opera perché ucciso da Zeus con una folgore, come punizione per aver violato le leggi della natura. In un altro mito, fu invece proprio il veleno dello scorpione a causare la morte di Orione.

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Comunque sia, alla disperata Artemide non restò che accogliere Orione tra le stelle, nella costellazione che da lui prende il nome, non a caso sempre inseguita nel cielo stellato, a debita distanza, da quella dello Scorpione, che sorge quando Orione tramonta. Nell’iconografia, Orione veniva spesso rappresentato come un gigante, con una spada, una mazza, una cintura e una pelle di leone.

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Proprio la spada alla cintura, oltre allo scorpione, ha consentito di identificare il personaggio rappresentato nel mosaico con Orione. Singolari sono le ali da farfalla che consentono al gigantesco cacciatore di ascendere al cielo.

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