Opalia (19 dicembre)

Durante i festeggiamenti per i Saturnalia, dopo la fine della semina e l’immagazzinamento del raccolto nei silos ¹, il 19 dicembre i Romani celebravano le Opalia, la festa di Opi (Ops), dea dell’opulenza e dell’abbondanza agricola, connessa con la madre terra, da cui derivava ogni umana agiatezza, ed associata all’antico dio Conso. Si trattava di una delle due feste annuali in onore di Opi; l’altra, le Opiconsivia, si teneva il 25 agosto, dopo la fine del raccolto. Proprio durante questi giorni, i padroni, in una totale sospensione dell’ordine sociale, servivano a mensa i loro servi e schiavi, e tenevano pronta la tavola imbandita per chiunque si presentasse in casa loro.
Secondo Varrone, il culto di Opi, a conferma della sua antichità, venne tradizionalmente introdotto a Roma dal re sabino Tito Tazio, quando regnava insieme a Romolo ².

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Livia Drusilla come Ops (I secolo a.C.), Museo del Louvre

Ad Opi furono dedicati due santuari, uno sul Campidoglio e l’altro nella Regia che si trovava nel Foro, dove c’era una cappella (Sacrarium Opis) in cui potevano entrare solo le Vestali e il Pontefice Massimo e dove, secondo la testimonianza di Festo ³, era custodito un particolare tipo di vaso che veniva utilizzato nei riti effettuati nel sacrario.

Secondo una tradizione riportata da Macrobio ⁴, Opi Consivia era una delle figure divine che potevano essere identificate con la divinità tutelare di Roma, il cui nome doveva restare segreto per impedire che i nemici potessero evocarla e farle abbandonare la città da lei protetta, con il temibile rito dell’evocatio.

Come abbiamo detto, in origine, Opi aveva uno stretto legame con il dio Conso, protettore del grano immagazzinato. Un frequente appellativo di Opi era Consivia, proprio perché associata al dio Conso, le cui feste erano seguite, dopo quattro giorni, proprio da quelle di Opi. Venivano offerti sacrifici in onore di Opi, venerata con l’epiteto di Opifera, anche durante le Volcanalia del 23 agosto.

La successiva interpretazione greca di Opi come Rhea, ne farà la sposa di Saturno, altro antico dio agricolo, assimilato in maniera decisamente forzata al greco Kronos. Del tutto naturale, a quel punto, che le Opalia dedicate a Opi si svolgessero durante i Saturnalia, in onore del suo sposo Saturno. Opi veniva in genere iconograficamente rappresentata insieme ai suoi simboli: la cornucopia e le spighe di grano.

NOTE

¹ Il 15 dicembre si celebravano i Consualia in onore del dio Conso, protettore del raccolto immagazzinato.

² Varrone (De lingua latina, V, 74)

³ Festo (p. 354 Lindsay)

⁴ Macrobio (Saturnalia, III, 9, 4)

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